THE NEW YEAR
Nati dalle ceneri dei compianti Bedhead, indie-cult band degli anni ’90 protagonista di tre indimenticabili LP (più svariati EP) su Trance Syndicate, i The New Year debuttano nel 2001 col capolavoro Newness Ends. Nonostante il titolo evochi il concetto di “fine”, una cara ossessione dei fratelli Kadane dopo il triste scioglimento dei Bedhead, quel disco d’esordio con il nuovo moniker sembra voler siglare l’inizio di un nuovo capitolo musicale. Non un semplice e temporaneo side-project, ma una band a tempo pieno, capace di emanciparsi dal minimalismo slow core dei Bedhead per sperimentare soluzioni più pop. Il versatile polistrumentista Christopher Brokaw (Come, Codeine, Pullmann), contribuisce in veste di batterista ad allargare il già ampio spettro di sonorità della band, arricchendone la ricerca sonora anche dal punto di vista ritmico. I raffinati arrangiamenti di chitarra virano verso un retroterra pop: più diretti ed immediati e strutturati attorno ad una forma-canzone circolare. Nel corso degli ultimi 17 anni Matt e Bubba Kadane hanno fatto tutto il possibile per evitare la fretta nella composizione di un disco. I dischi hanno bisogno di tempo per essere coerenti, e la coerenza – anche la più sottile – è ciò che rende i dischi più di una mera raccolta di canzoni. Il risultato più recente di questo approccio è il nuovo omonimo lavoro a firma The New Year, il culmine di quattro anni di songwriting e di un anno di registrazioni. Dal punto di vista dei testi, queste dieci canzoni trattano di tempo perduto, di desideri frustrati e del bisogno degli altri. Sebbene musicalmente queste possano essere le canzoni più varie del gruppo – per una band che ha fatto dell’utilizzo innovativo di tre chitarre la propria caratteristica principale, metà dei nuovi pezzi sono invece costruiti attorno al pianoforte – è la loro particolare sequenza a rendere coerente la storia raccontata. E persino la mancanza di un titolo sembra suggerire che questo disco rappresenti l’apice di tutto quello che il gruppo ha sempre provato a raggiungere. Indubbiamente una delle massime espressioni dell’indie rock a stelle e strisce.
CHRIS BROKAW solo performance
Difficile condensare in poche righe la carriera di un artista che ha collaborato e suonato coi migliori esponenti della scena indipendente americana degli ultimi 15 anni, comunque ecco una breve biografia scritta da Domenico Grio (autore anche di questa intervista: http://www.rootshighway.it/speciali/brokaw.htm ):
Tra i musicisti più attivi e dotati della sua generazione, Chris Brokaw fa il suo esordio ufficiale nel circuito rock underground di New York alla guida dei Codeine. Agli inizi degli anni 90 si trasferisce a Boston dove, assieme a Thalia Zedek, prosegue il suo percorso musicale mettendo su una band destinata a divenire in breve tempo oggetto di culto. I Come riescono a mischiare in modo del tutto originale il blues ed il punk. Mettono a punto un sound esplosivo, caratterizzato dai dirompenti assolo di chitarra di Chris e di Thalia, immersi in un tessuto armonico sempre efficace e potente ed in una struttura ritmica lenta ed ipnotica. Uno slow-core a forti tinte scure a cui conferisce la giusta dose di pathos la voce graffiante di Thalia. Quattro splendidi album ed una serie di singoli, autentiche pietre miliari del genere, poi, nel 1999, la fine del progetto. Chris rimane a Boston, prosegue nelle sue numerose collaborazioni musicali e, pian piano, avvia la propria carriera solista. Così, mentre lavora a fianco di personaggi del calibro di Steve Wynn, Evan Dando (Lemonheads) e Clint Conley (Mission of Burma) e partecipa attivamente ai progetti dei Willard Grant Conspiracy, dei Pullman e dei New Year, trova il tempo per preparare il suo album d’esordio. Red Cities esce nel 2002 ed è una delle migliori opere prime degli ultimi anni, un impasto di suoni che scorre verso sud, lungo la linea di confine, nutrendosi di polvere, pietre e sudore e recando sincero omaggio al low-fi desertico di Howe Gelb ed al country acido di Guy Kaiser. Sulle stesse coordinate è anche l’acustico Wandering as Water e l’e.p. My Confidante, uscito nell’aprile del 2004. Ha collaborato all’ultimo lavoro dei Karate e nel 2005 è uscito “Incredible Love” registrato con la Chris Brokaw Rock Band (per differenziarlo dal materiale solista) composta da Jeff Goddard (ex-Karate) al basso e da Kevin Coultas (ex-Rodan) alla batteria. In questi ultimi tre anni Chris ha fatto uscire un ep, ha dato vita assieme a Hugo Race (true spirit, ex-bad seeds) e Chris Eckman (Walkabouts) al progetto Dirtmusic (pubblicato dalla tedesca Glitterhouse), ha suonato spesso con Thurston Moore dei Sonic Youth (col quale ha registrato anche un live in esclusiva per i-tunes), ha collaborato ai nuovi lavori dei Lemonheads e di Christina Rosenvinge, ha registrato assieme a Geoff Farina dei Karate un disco di canzoni blues epoca pre-seconda guerra mondiale, e ha registrato due lavori solisti di cui uno appena uscito e interamente strumentale intitolato “Canaris”, l’altro più propriamente “rock” e con anche la voce in uscita nel 2009. Oltre ovviamente alla sua partecipazione come batterista nel nuovo fiammante disco dei New Year pubblicato da Touch&Go.
The new year suoneranno al Locomotivclub il giorno martedi 18 novembre 2008, tessera a.r.c.i. obbligatoria, ingresso 10 euro, open gate ore 21.30, inizio live ore 22.15, chiusura ore 2.00.
1 commento to “Murato: NEW YEAR + CRIS BROKAW, unica data italiana.”
lascia un commento
devi fare il log in per lasciare un commento.
















il 14 novembre 2008 alle 16:05
[...] Promemoria (per i più distratti). Martedì sera New Year + Chris Brokaw live a Bologna. Locomotiv C… [...]