
Primo appuntamento di Mmmmuuuuraaatoooooooo!! del 2009, la rassegna di concerti curata dal prode Don Giovanni Gandolfi in collaborazione con Radio Città del Capo. Sul palco Blake/e/e/e, a seguire uda ed Enzo Polaroid da Radio Città del Capo.
Blake/e/e/e nasce nel 2007 dalle ceneri dei Franklin Delano, band post-folk con all’attivo 3 album, di cui uno (”Like A Smoking Gun In Front Of Me”) pubblicato da File 13 negli States, e con all’attivo due tour americani e centinaia di concerti in tutta Italia. La nuova band di Paolo Iocca e Marcella Riccardi, vede il chicagoano Davy DeLaFuente alla batteria e percussioni. Il disco, “Border Radio”, è stato registrato al Vacuum Studio di Bruno Germano (Settlefish) ed è stato fatto uscire prima negli U.S.A. nel Maggio 2008, supportato da un lungo tour americano. Rispetto ai FD, i Blake/e/e/e risultano più liberi e audaci nell’esplorazione stilistica, riuscendo a coniugare un certo weird folk con episodi post-punk, dub e disco. Il titolo, Border Radio, descrive bene il nuovo sound. Le melodie vocali, punto forte dei FD, diventano qui più sperimentali, toccando registri e tecniche particolari, al limite del throat singing e del falsetto. Anche i testi diventano stringati ed evocativi, sfuggendo alla tentazione dello storytelling. L’utilizzo sempre più rarefatto di chitarre e batterie, a vantaggio di basso, organo, banjo, mandolino, derbouka e batterie elettroniche rende il disco secco e minimale. In Italia il disco è stato pubblicato in Ottobre dalla Unhip records (Disco Drive, Zen Circus, Settlefish, The Death Of Anna Karina) e dal vivo Paolo e Marcella sono affiancati da Egle Sommacal (Massimo Volume) e Mattia Boscolo alla batteria.
Blake/e/e/e suoneranno live al Locomotivclub il giorno 16 gennaio 2009, ingresso 7 euro a.r.c.i obbligatoria, apertura 22.00 inizio live 23.00, a seguire dj set by UDA e Enzo Polaroid.
weblinks:
sito ufficiale: www.blakeeee.com
profilo myspace: www.myspace.com/blake3e
alcune recensioni italiane:
La musica di questo “combo” tutto italiano è così. Ti sorprende a ogni canzone, passando in modo sgarbato dal dub più avanti al folk-pop stralunato e psichedelico.
Giacomo Spazio Mojetta, D La Repubblica delle Donne
“Border Radio” è un disco solido, costruito in maniera artigianale, cosa molto rara in questo mondo di indie-plastica
Fabrizio Galassi, Kataweb
comunque legato alla forma canzone e costantemente sospeso tra tensione e delicatezza, border radio ha tra le sue altre più valide caratteristiche una sana e intrigante imprevedibilità
Federico Guglielmi, il Mucchio
L’impianto roots-rock scuro e deviante di sempre è diventato ancora più psichedelico e sperimentale, e si è arricchito strada facendo di suoni e attitudine dub in dosi massicce, con occasionali scatti di nervi a movimentare il tutto. Ma a catturare è soprattutto la combinazione dell’insieme con melodie vocali belle e sognanti, che rimandano ai Fleet Foxes più corali
Andrea Pomini, Rumore voto 8
le frequenze di questa bizzarra “radio di confine” arrivano a coprire uno spettro sonoro che si estende dal freak folk d’antan della Incredible String Band fino al dub e a declinarne i paradigmi con gusto, raziocinio e, cosa ancor più apprezzabile, con una robusta dose di estro e altrettanta personalità.
Davvero bravi.
Elio Bussolino, Rockerilla voto 8
Un disco che è un’esperienza sensoriale prima che acustica –la strumentale titletrack su tutte, in questo senso- ma che non cede un millimetro alla pretenziosità di tesi deduttive da dimostrare coi fatti: si chiama equilibrio raggiunto, cosa assai rara e preziosa.
(7/8) Enrico Veronese, Blow Up
Blake/e/e/e sembrano trovarsi a loro agio sulle linee che separano il post-rock dal post-folk, la psichedelia dall’alt-country…… un delizioso lavoro
Corrado Minervini, Rocksound
Anche quando finisce tutto, continui a galleggiare, e ne vuoi ancora. Ancora. Ancora.
Sara Scheggia. Rockit
Non pensavo si potesse più produrre un disco del genere al giorno d’oggi. Un disco così libero e fuori dagli schemi.
Ian Della Casa, Music Club
Il passo successivo, a questo punto, potrà essere il passaggio dal ruolo di primi della classe a quello, ben più impegnativo, di fuoriclasse: del resto, quando la stoffa c’è, basta crederci.
Guido Siliotto, Il Tirreno
Nel loro rimescolamento delle carte, ci hanno convinto.
Gaspare Caliri, Sentire Ascoltare
I Blake/e/e/e dovrebbero essere insegnati a scuola.
Glasshouse
Ascoltare questo cd vuol dire trascinarsi via dalla realtà e assaporare finalmente qualcosa di veramente nuovo e diverso… se questo piccolo capolavoro fosse un dipinto, sarebbe senza ombra di dubbio una tela astratta di arte moderna: non tutti lo capiranno, ma per chi saprà apprezzarlo sarà un’esperienza memorabile.
[5/5] Indie Zone
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