MAGAZZENO BIS - ospiti Calibro 35 - GARAGE PARADISE presenta “the party”
Gen 16

Primo appuntamento di Mmmmuuuuraaatoooooooo!! del 2009, la rassegna di concerti curata dal prode Don Giovanni Gandolfi in collaborazione con Radio Città del Capo. Sul palco Blake/e/e/e, a seguire uda ed Enzo Polaroid da Radio Città del Capo.

Blake/e/e/e nasce nel 2007 dalle ceneri dei Franklin Delano, band post-folk con all’attivo 3 album, di cui uno (”Like A Smoking Gun In Front Of Me”) pubblicato da File 13 negli States, e con all’attivo due tour americani e centinaia di concerti in tutta Italia. La nuova band di Paolo Iocca e Marcella Riccardi, vede il chicagoano Davy DeLaFuente alla batteria e percussioni. Il disco, “Border Radio”, è stato registrato al Vacuum Studio di Bruno Germano (Settlefish) ed è stato fatto uscire prima negli U.S.A. nel Maggio 2008, supportato da un lungo tour americano. Rispetto ai FD, i Blake/e/e/e risultano più liberi e audaci nell’esplorazione stilistica, riuscendo a coniugare un certo weird folk con episodi post-punk, dub e disco. Il titolo, Border Radio, descrive bene il nuovo sound. Le melodie vocali, punto forte dei FD, diventano qui più sperimentali, toccando registri e tecniche particolari, al limite del throat singing e del falsetto. Anche i testi diventano stringati ed evocativi, sfuggendo alla tentazione dello storytelling. L’utilizzo sempre più rarefatto di chitarre e batterie, a vantaggio di basso, organo, banjo, mandolino, derbouka e batterie elettroniche rende il disco secco e minimale. In Italia il disco è stato pubblicato in Ottobre dalla Unhip records (Disco Drive, Zen Circus, Settlefish, The Death Of Anna Karina) e dal vivo Paolo e Marcella sono affiancati da Egle Sommacal (Massimo Volume) e Mattia Boscolo alla batteria.

Blake/e/e/e suoneranno live al Locomotivclub il giorno 16 gennaio 2009, ingresso 7 euro a.r.c.i obbligatoria, apertura 22.00 inizio live 23.00, a seguire dj set by UDA e Enzo Polaroid.
weblinks:
sito ufficiale: www.blakeeee.com
profilo myspace: www.myspace.com/blake3e

alcune recensioni italiane:

La musica di questo “combo” tutto italiano è così. Ti sorprende a ogni canzone, passando in modo sgarbato dal dub più avanti al folk-pop stralunato e psichedelico.

Giacomo Spazio Mojetta, D La Repubblica delle Donne

“Border Radio” è un disco solido, costruito in maniera artigianale, cosa molto rara in questo mondo di indie-plastica

Fabrizio Galassi, Kataweb

comunque legato alla forma canzone e costantemente sospeso tra tensione e delicatezza, border radio ha tra le sue altre più valide caratteristiche una sana e intrigante imprevedibilità

Federico Guglielmi, il Mucchio

L’impianto roots-rock scuro e deviante di sempre è diventato ancora più psichedelico e sperimentale, e si è arricchito strada facendo di suoni e attitudine dub in dosi massicce, con occasionali scatti di nervi a movimentare il tutto. Ma a catturare è soprattutto la combinazione dell’insieme con melodie vocali belle e sognanti, che rimandano ai Fleet Foxes più corali

Andrea Pomini, Rumore voto 8

le frequenze di questa bizzarra “radio di confine” arrivano a coprire uno spettro sonoro che si estende dal freak folk d’antan della Incredible String Band fino al dub e a declinarne i paradigmi con gusto, raziocinio e, cosa ancor più apprezzabile, con una robusta dose di estro e altrettanta personalità.
Davvero bravi.

Elio Bussolino, Rockerilla voto 8

Un disco che è un’esperienza sensoriale prima che acustica –la strumentale titletrack su tutte, in questo senso- ma che non cede un millimetro alla pretenziosità di tesi deduttive da dimostrare coi fatti: si chiama equilibrio raggiunto, cosa assai rara e preziosa.

(7/8) Enrico Veronese, Blow Up

Blake/e/e/e sembrano trovarsi a loro agio sulle linee che separano il post-rock dal post-folk, la psichedelia dall’alt-country…… un delizioso lavoro

Corrado Minervini, Rocksound

Anche quando finisce tutto, continui a galleggiare, e ne vuoi ancora. Ancora. Ancora.

Sara Scheggia. Rockit

Non pensavo si potesse più produrre un disco del genere al giorno d’oggi. Un disco così libero e fuori dagli schemi.

Ian Della Casa, Music Club

Il passo successivo, a questo punto, potrà essere il passaggio dal ruolo di primi della classe a quello, ben più impegnativo, di fuoriclasse: del resto, quando la stoffa c’è, basta crederci.
Guido Siliotto, Il Tirreno

Nel loro rimescolamento delle carte, ci hanno convinto.

Gaspare Caliri, Sentire Ascoltare

I Blake/e/e/e dovrebbero essere insegnati a scuola.

Glasshouse

Ascoltare questo cd vuol dire trascinarsi via dalla realtà e assaporare finalmente qualcosa di veramente nuovo e diverso… se questo piccolo capolavoro fosse un dipinto, sarebbe senza ombra di dubbio una tela astratta di arte moderna: non tutti lo capiranno, ma per chi saprà apprezzarlo sarà un’esperienza memorabile.

[5/5] Indie Zone

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