Ecco la lista dei nomi confermati al Robot 02: SHAPE (Carl Craig, Moritz Von Oswald, Francesco Tristano, Bachar Khalifé, Justin Messina), Byetone, Tim Exile, Daedelus, Seth Troxler, Christian Burkhardt, Guy Gerber, dOP, Tobi Neumann, Mirko Loko, Pasta Boys, M16, Unzip Project, AnderEdo. Altri nomi in via di definizione.
“Harder, Better, Faster, Stronger“: il titolo di una delle canzoni più famose dei Daft Punk, saccheggiata recentemente anche da Kanye West per ricavarne (di nuovo) una hit planetaria, potrebbe essere il modo migliore per riassumere lo spirito della seconda edizione di roBOt. Se l’anno scorso il festival bolognese era stato infatti una gradita sorpresa, con un successo ben oltre le previsioni e fatto di 7000 presenze nei tre giorni complessivi, quest’anno il lavoro di Shape Associated – il collettivo che ha dato vita all’evento – si fa ancora più duro, “Harder”, per l’appunto: essere all’altezza dei risultati dell’anno precedente, possibilmente migliorandoli. Una buona sfida.
Le prime conferme nella line up spingono ad usare il secondo termine daftpunkiano in campo, “Better”: basterebbe da sola l’anteprima, il 16 settembre 2009, in programma in una location di incredibile prestigio, il Teatro Comunale di Bologna, che per la prima volta apre le porte a due leggende della musica elettronica come il detroitiano Carl Craig e il tedesco Moritz Von Oswald, maestri di una techno colta, influenzata da jazz e dub. Assieme a loro, nel progetto SHAPE, anche il talentuoso pianista Francesco Tristano, il percussionista libanese Bachar Khalifé e il giovane compositore americano Justin Messina. Un progetto “aperto”, un’avventura sonora sospesa tra digitale, classica e sperimentazione, una delle più grandi sfide artistiche degli ultimi anni.
Se l’anteprima al Teatro Comunale è la novità che contrassegna roBOt 02, nei giorni successivi – venerdì 18 settembre e sabato 19 settembre – è confermata come location uno dei segreti del successo del festival: la magica cornice medievale di Palazzo Re Enzo, nel cuore di Bologna. Un cuore che batterà sia digitalmente sia con un respiro intensamente umano.
Questa notevole ricchezza stilistica guida al terzo termine, “Faster”: ovvero “più veloce”, per l’urgenza di una ricognizione che sia tanto mirata quanto completa e rappresentativa della varie declinazioni che sta assumendo nel ventunesimo secolo la musica elettronica. In tal senso saranno fondamentali anche gli spazi destinati ai set locali – nel senso di italiani, così come più strettamente di bolognesi: roBOt sente profondamente l’esigenza “glocalista” di essere luogo in cui si incontrano stimoli su scala globale giocati però (anche) secondo declinazioni, gusti ed esigenze locali.
“Stronger”, infine: una cultura veramente forte è quella che riesce a combinare diversi elementi, discipline e luoghi. Ecco che quindi roBOt coinvolgerà nel 2009 un’istituzione prestigiosa come l’Accademia di Belle Arti bolognese (con un workshop in via di definizione che promette di essere un evento imperdibile, visto il probabile coinvolgimento di uno dei numi tutelari assoluti della musica elettronica), tornerà ad occuparsi di cinema (con la proiezione di esclusivi lungometraggi il 17 settembre, in collaborazione con la Cineteca) e soprattutto riporterà sulla mappa della cultura italiana un luogo leggendario come il Link, location notturna del festival nelle giornate del 18 e 19 settembre.
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