Block Party
Madkid feat.Dj Shablo, Guepecheno & I Scence Sound
Eterea Post Bong Band live
Ott 24



Blake/e/e/e nasce nel 2007 dalle ceneri dei Franklin Delano, band post-folk con all’attivo 3 album, di cui uno (“Like A Smoking Gun In Front Of Me”) pubblicato da File 13 negli States, e con all’attivo due tour americani e centinaia di concerti in tutta Italia. Rispetto ai FD, i Blake/e/e/e risultano più liberi e audaci nell’esplorazione stilistica, riuscendo a coniugare un certo weird folk con episodi post-punk, dub e disco. Il titolo del disco Border Radio (Unhip - Gennaio 2009), descrive bene il nuovo sound. Le melodie vocali, punto forte dei FD, diventano qui più sperimentali, toccando registri e tecniche particolari, al limite del throat singing e del falsetto. Anche i testi diventano stringati ed evocativi, sfuggendo alla tentazione dello storytelling. L’utilizzo sempre più rarefatto di chitarre e batterie, a vantaggio di basso, organo, banjo, mandolino, derbouka e batterie elettroniche rende il disco secco e minimale.



Stars Like Fleas vengono da Brooklin, ma non si direbbero newyorkesi per la loro capacità di far scontrare frontalmente la psichedelia con echi di krautrock, spacerock, rumorismo puro, jazz avant garde. La loro voglia di sperimentare, a tratti dalle tonalità più da costa Ovest che da costa Est, stenta a farsi racchiudere entro determinati confini di genere. Il gruppo è nato alla fine degli anni Novanta dalla collaborazione tra Montgomery Knott e il poli-strumentista Shannon Fields, ma ha vistto l’occasionale partecipazione alle varie produzioni di membri di atri gruppi come No Neck Blues Band, At the Drive-In, Beirut, TV on The Radio, Fiery Furnaces. Certo, sotto il tappeto strumentale di suoni, frequenze e rumori sono spesso riconoscibli stralci di canzoni affabili e pop, come nella dolce Karma’s Hoax. Quello che nell’amalgama colpisce di più, però, è la capacità di creare effetti, scalini, spesso veri e propri balzi, che trasportano improvvisamente da melodie appena accennate e cantanti sussurati tra i denti ad uragani sonori che si abbattono sull’ascoltatore. Colpiscono sia l’imprevedibilità di certi strumentali che i momenti più down to earth come “Berbers in tennis shoes“, più pragmaticamente collegata alla struttura di una canzone ma che non rinuncia ad un arrangiamento svincolato dai canoni standard. Un pò Robert Wyatt, un pò Wooden Wand and the Vanishing Voice, capace di aprirsi a parentesi avant-jazz stile Exploding Star Orchestra, l’album colpisce molto per l’eclettismo. A tratti un po’ tosto, ma coraggioso.



A seguire i concerti Dj Cevo scalderà l’ambiente per il primo Discomobile Athletic Party della nuova stagione.
A seguire si alterneranno sul palco Mayo e Retro Date, il quale proporrà un gustoso liveset prodotto con synth e drum machine analogice figlie degli 80’s (niente Laptop..) offrendo al pubblico una vasta serie di classici, alcune rare O.S.T di telefilm di fantascienza e B movies dell’epoca in rigoroso stile Space Synth. Spettacolo.
Apertura ore 21.30, inizio live ore 22.00, inizio party ore 00.30, 5 euro all night long, tessera a.r.c.i. obbligatoria, GLBT friendly. Mao.

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