lug 21


E’ stato tra il Natale 2006 e l’inizio del nuovo anno. Quattro rigorose e pulite notti tra le montagne del centro/nord Italia in cui A Classic Education ha registrato le prime 3 canzoni. Suonando una miriade di strumenti Jonathan Clancy, Paul Pieretto e Luca Mazzieri hanno trasformato cio’ che avevano dentro in un denso, orchestrale, estatico flusso liberatorio. Tutto cio’ accadeva principalmente di notte, mentre il vento si insinuava tra le fessure e gli ululati dei cani, in lontananza, scandivano il tempo. Per un breve momento “The Blazing World” (un mondo ardente) ha tenuto tutto assieme; un secondo dopo era semplicemente A Classic Education.
In poco tempo la famiglia si è allargata e ora dal vivo l’educazione classica presenta anche Federico Oppi, Stefano Roveda e Giulia Mazza.
Al momento A Classic Education ha indossato una 50ina di palchi: ha avuto la fortuna di aprire per Modest Mouse, Arcade Fire, Lightspeed Champion, Hot Club De Paris, The Wave Pictures, Love Is All!, Jennifer Gentle e Giardini Di Mirò. In poco più di un anno la band è volata cinque volte a Londra per suonare nelle prestigiose serate del White Heat, Twee As Fuck, Club Fandango e Rockfeedback.
Nel Giugno del 2008 la band pubblica il “First EP”, un vinile 12 autoprodotto in edizione limitata che viene però distribuito subito tramite il mailorder di Rough Trade e di Norman Records. Nel frattempo la band lavora con il produttore e musicista inglese Jeremy Warmsley (Trasgressive Records).
Nel novembre 2009 è uscito il secondo singolo What My Life Could Have Been per la Label Indiepop californiana Holiday Records (The Drums, Surfer Blood).
For more info www.aclassiceducation.com

In apertura Buzz Aldrin, trio bolognese che spunta quasi dal nulla all’inizio del 2009, e già dopo cinque o sei mesi diventa un nome ricercato sulle locandine dei live tra l’Emilia e la Romagna. Al termine di un concerto folgorante a Guastalla li vediamo smerciare a destra e a manca il loro primo demo, di quelli casalinghi con tanto di numero di telefono e tracklist segnata a penna all’interno. Chitarra tagliente, basso imbottito di groove, batteria come un elicottero e una voce svogliata e sovente in loop sugli stessi lembi di testo ci portano con la mente, in poco meno di diciotto minuti, a un connubio ben organizzato tra Wire (in tutte le incarnazioni, dal ‘77 a oggi), Liars ed El Guapo. Cinque pietre preziose dai nomi animaleschi e surreali (“Giant Rabbits Are Looking At The Sun”, “Small Badtalk With Koala Friends” e “Cooking Dog Eggs” sembrano titoli usciti dalla testa di Lewis Carroll) che diverrebbero altrettanti singoli di successo se fossimo all’epoca dei 45 giri. I tre bolognesi si affermano prepotentemente come una delle sorprese più gradite del 2009. A dispetto del nome, i Buzz Aldrin in quello che fanno potrebbero non essere secondi a nessuno.
Nati quasi per gioco, registrando un pezzo nel loro salotto e caricandolo su My Space, hanno attirato l’attenzione di Jonathan Clancy che li ha subito contattati per suonare al Locomotiv.
Questo è solo l’inizio, ora sono pronti a farci ascoltare il loro primo album, alcune tracce le trovate quì: http://www.myspace.com/buzzaldringroup


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Inizio live ore 21.00, ingresso gratuito.
Per ulteriori info contattateci su info@locomotivclub.it.

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