
Dopo 5 anni di silenzio discografico e dieci di carriera musicale, dopo aver calcato le scene nazionali ed estere ed un cambio di formazione, i TDOAK hanno consegnato alle stampe l’album che segna la svolta definitiva verso l’Italiano. “Lacrima Pantera”, in uscita a marzo per Unhip Records. è un album denso di disperata vitalità che parla attraverso citazioni e riferimenti di un amore colto sul vivere, ragazzi uccisi per strada dalla polizia, speranze disattese e nere vite, lotta politica e di classe, coltelli lasciati ad arrugginire nella schiena ed invalicabili barriere emotive, di qualcosa che ci aspetta dopo questo buio, qualcosa che non ci aspetta e forse nemmeno c’è, della fine e della dissoluzione, di noi cinque come amici, di noi tutti come nemici di noi tutti. In apertura i Gazebo Penguins. Dopo i live selezione musicale a cura di Città del Capo con Francesco Locane e Miss Elle dj (Maps).
The Death of Anna Karina nascono nella primavera del 2002 durante la sessione di registrazione dell’hardcore band Inedia. Il titolo dell’album si tramuta nel nome della formazione che esordisce, nello stesso anno, sotto l’egida della Heroine records. Il loro sound, che viene definito “chaos and roll”, si nutre di influenze che spaziano dai Refused agli Orchid, dai JR Ewing agli Swing Kids. Dopo aver arricchito la line-up della presenza di Rocco Rampino (La Quiete, Congorock) alle tastiere e chitarre i TDOAK si lanciano in una serie di infuocate esibizioni live in Italia ma soprattutto all’estero (Germania, Francia, Repubblica Ceca, Austria, Spagna, Belgio), dove il loro debutto discografico gode di ottimi riscontri. A riprova dell’interesse suscitato nel corso del biennio 2002-2003 gli TDOAK incidono dei singoli per l’americana Slave Union (che produce l’edizione americana del loro disco) e la belga Mashnote e suonano di supporto, tra gli altri, a Melt Banana, Light the Fuse ‘N Run, Sunshine, The Vanishing partecipando a festival internazionali di grande visibilità (come il Fluff Fest o il Vort ‘n Vis di Ieeper). Nel corso degli anni, il primo disco dei TDOK si è consolidato come un must nella discografia dell’HC-Screamo europeo. Dopo essersi fatti le ossa, nel 2004 gli TDOAK decidono di incidere un nuovo album: “New Liberalistic Pleasures”, che sarà edito dalla roboante Unhip Records. Con la sua micidiale miscela di indie-rock e punk-funk, in bilico tra pulsioni ballabili e squarci noise, “New Liberalistic Pleasures” spacca le casse e segna un cambio di rotta nelle crescenti esigenze di ricerca musicale dei TDOAK, con riferimenti che la critica specializzata attribuisce, di volta in volta, a gruppi quali: The Rapture, Camera Obscura, Arab on Radar, New Order e Depeche Mode. Il disco acquista infatti credito anche al di fuori del circuito underground segnalando gli TDOAK a più ampi settori della platea come una presenza tra le più brillanti e promettenti nello scenario musicale italiano. Dopo una intensa stagione di concerti e partecipazioni ad importanti manifestazioni live (come il MI AMI Festival) e nuovi contributi alla line-up (Tommaso Gorla degli Afraid! ed Hell Demonio nel periodo 2006-2007), nell’inverno del 2009 i TDOAK varcano la soglia dello studio di registrazione “Blocco A”. Qui con l’aiuto di Giovanni Ferliga e di Giulio Favero registrano e producono le tracce del disco: “Lacrima Pantera” che verrà poi masterizzato nel 2010 da Giulio Favero e Giovanni Versari e la cui uscita è prevista all’inizio del 2011 per la Unhip Records di Giovanni “UDA” Gandolfi. “Lacrima/Pantera” rappresenta il culmine di un percorso di ricerca musicale di durata quasi decennale e segna la svolta della band verso il cantato in italiano. “Lacrima/Pantera” promette fin da ora di consolidarsi come un album che sarà praticamente impossibile ignorare per tutti i fan della nuova ondata noise-rock italica.
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GAZEBO PENGUINS
Prendere un igloo, tre paia di occhiali, il giusto di nerd’s style e una manciata di hardcore, anzi – come dicono i Galli – un sospetto di hardcore, ché della sua presenza devi solo dubitare. Leggasi: una nuance.
I pinguini (che sono nati a Correggio, e ora si dividono tra Correggio e Zocca) convivono da tre anni esatti al momento della lettura di questa biografia; di loro circola Penguinvasion, il primo ep di 8 brevi brani che ha riscosso 8 recensioni entusiastiche su 10 uscite, 1 di ampio gradimento ma senza polluzione e 1 così così. Tra le fila dei pinguini c’è stato chi ha collaborato al primo disco dei My Awesome Mixtape e relativo tour, chi lavora da 5 anni con i Giardini di Mirò, chi suona con gli Irma Vep e chi ha avuto una bambina di nome Ester. La sala prove dei Gazebo Penguins di tanto in tanto si trasforma nell’iGloo, un inedito e agreste locale per concerti eterodossi, buon cibo e atmosfera rilassata, da cui sono transitate alcune delle migliori band italiane. Nell’aprile 2009 vede la luce The name is not the named, secondo ponderato lavoro del trio di power punk per chi ascolta power metal: 11 canzoni d’amore, d’epistemologia e di buone pratiche sociali. Il titolo del disco deriva da una frase del conte polacco Korzybski, quando scriveva: “La mappa non è il territorio, il nome non è la cosa designata dal nome, la descrizione non è la cosa descritta”.
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