
I Tarwater, Ronald Lippok (voce, batteria, progammazioni) e Bernd Jestram (chitarra e basso), sono una delle più belle realtà dell’effervescente panorama indietronico tedesco. I Tarwater si distinguono grazie ad una brillante alchimia tra l’elettronica più algida e un folk acustico e minimale. Il tutto tenuto insieme dalla calda voce del “non cantante” Ronald Lippok, il cui incedere indolente e malinconico rappresenta il vero marchio di fabbrica della band. “Inside The Ships” è la loro undicesima fatica discografica. Undici brani che riflettono le diverse sfaccettature dell’universo Tarwater, capace di intrecciare abilmente suoni elettronici e suoni digitali, elementi del folk, del jazz e del reading.
TARWATER
Duo di culto fino alla metà dei Duemila su Kitty YO, fiore all’occhiello del Morr sound a cavallo tra il 2005 e il 2007, i berlinesi Tarwater hanno disegnato, parallelamente a una compagine più allargata musicisti tedeschi e non, un proprio modo di traghettare le passioni giovanili (il post punk più elettronico, il kraut rock) alla fascinazione techno (nonché ai lavori di sonorizzazione per cinema e teatro) in un’indietronica visuale fatta di folk/pop/reading e fiera germanicità. Nei Noughties hanno assistito all’opus e al declino del genere che avevano contribuito fortemente ad imporre e deciso di continuare per la loro strada stoici, rilassati, seduti su un filo di depressione ma caparbi, a loro modo entusiasti, pronti a soppesare nuovamente l’intingolo, togliendo, dosando, aggiungendo nuovi e vecchi elementi. Accasati nella tedeschissima Bureau B (Faust, Kreidler, Cluster, Roedelius…), Ronald Lippok e Bernd Jestram, coadiuvati da un musicista Klezmer come Detlef Pegelow conosciuto ai tempi di Ornament & Verbrechen (1980-1983), arrivano dunque all’undicesimo album sulla scorta di una sintesi sonora che conserva tuttora il fascino dell’artigianato di qualità e un’indubbia weltanschauung. Mettono tra parentesi il pop e gli spazi aperti americani di Spider Smile, i Tarwater di Inside The Ships. Si dedicano un suono elettroacustico maggiormente pastoso, intarsiato di nuovi elementi “brass” apportati, appunto, da Pegelow. Lungo la tracklist s’infilano tuba, sassofono, tromba e trombone, tutti ottimamente trattati e fusi da un mix che ne esalta la tattilità. Il jazz dunque, s’avvicina alle squadre kraute, alle drum machine, ai synth e ai vocoder e, naturalmente, alla chitarra 80s di Jestram.
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http://www.myspace.com/morrtarwater
AFTERPARTY: THE TROPICAL P(R)OP- AGANDA
Dopo il live, A Tropical Clash offrirà alla cittadinanza il proprio party-manifesto per una serata di indottrinamento all’uso del dancefloor.
MARCO UNZIP
Marco Ligurgo e’ nato a Taranto e, giunto a Bologna per gli studi universitari nei primi anni 90, si e’ subito accorto che ai libri di economia preferiva la musica techno-house e quindi mixare dei vinili dietro una consolle. Dai tempi del vecchio Link all’attuale residenza al Cocorico, passando lunghi soggiorni a Berlino, di strada ne ha fatta, e con lo pseudonimo di Unzip Project e’ ormai un DJ affermato. Non pago e per dare senso ai suoi studi universitari il nostro e’ anche un promoter di successo, e’ infatti uno dei componenti dell’associazione culturale Shape promotrice di importanti eventi sul territorio bolognese quali il “This is Bologna”, il “Concept”, l’ ”Altavoz”, il “Playhouse@Kindergarten” ecc… ma soprattutto il “roBOt festival”.
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http://www.myspace.com/marcounzip
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Apertura porte ore 21.30, inizio live ore 22:30, ingresso euro 8. Tessera AICS obbligatoria.
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