EXPRESS FESTIVAL 2023

Scritto da il 22 Maggio 2023

 

Torna anche quest’anno in versione estiva Express Festival, la rassegna di concerti dedicata al meglio della musica nazionale ed internazionale curata dal Locomotiv Club di Bologna. Express Festival è nato nel 2007 in contemporanea con l’apertura del Locomotiv Club. L’obiettivo del festival è sempre stato quello di selezionare una serie concerti dall’alto profilo qualitativo e dal respiro internazionale.
Express ha in precedenza ospitato (in varie locations a Bologna): Savages, Bombino, Sunn O ))) , Jamie Lidell, FourTet, Caribou, Thee Silver Mt Zion Memorial Orchestra, These New Puritans, Wild Beasts, James Blake, Omar Souleyman, Mulatu Astatke, Tortoise, Psychic Tv, Tycho, Coldcut, Lamb, !!! (Chk Chk Chk), Mudhoney, 2manydjs, Arto Lindsay, Lali Puna e Liars, Fatoumata Diawara, Grandmaster Flash, Fontaines D.C., Comet is Coming…

28.05. – Express Festival Preview: Built To Spill + The French Tips @Locomotiv Club

I Built To Spill sono tornati in grande stile con “When the Wind Forgets Your Name”, disponibile in tutto il mondo dallo scorso 9 settembre 2022 grazie alla Sub Pop, che aveva ristampato in vinile lo stratosferico “There’s Nothing Wrong With Love” nel 2015.

Già nel sentire i brani pubblicati “Gonna Lose”, “Fool’s Gold” e “Spiderweb” possiamo affermare con certezza che l’attesa che ci ha separato da “Untethered Moon” – sempre del 2015 – è stata ripagata. Il disco vede la produzione di Doug Martsch con il contributo al mix del resto della band: Lê Almeida, João Casaes e Josh Lewis. La copertina è opera della fumettista Alex Graham (Dog Biscuits; Fantagraphics Books). Fin dagli esordi nel 1992, il fondatore dei Built to Spill Doug Martsch ha inteso la sua amata band come un progetto collaborativo, un gruppo in continua evoluzione di incredibili musicisti che fanno musica e suonano insieme dal vivo. “Ho voluto cambiare la formazione per molte ragioni. Ogni volta che finiamo un disco voglio che il prossimo suoni totalmente diverso. È divertente suonare con persone che apportano nuovi stili e idee“, dice Martsch. “Ed è bello essere in una band con persone che non sono ancora stanche di me“.“When the Wind Forgets Your Name” continua a espandere l’universo di Doug Martsch in modi nuovi ed emozionanti. Nel 2018 la fortuna e l’intuito lo hanno fatto incontrare con l’artista punk lo-fi brasiliano Le Almeida e con il suo collaboratore di lunga data João Casaes, entrambi nella band jazz rock psichedelica Oruã. Quando ha scoperto la loro musica, Martsch se ne è subito innamorato tanto da chieder loro di unirsi a lui. Le date in Brasile sono andate così bene che Martsch, Almeida e Casaes hanno deciso di continuare a suonare insieme per tutto il 2019, in tour negli Stati Uniti e in Europa. Durante i soundcheck hanno imparato nuove canzoni scritte da Martsch, registrando le tracce di basso e batteria nella sua sala prove a Boise una volta terminato il tour. Il chitarrista ha poi sovrainciso le proprie parti e mancava solo di mixare insieme l’album da qualche parte in Brasile o negli Stati Uniti, ma la pandemia ha impedito loro di riunirsi di persona. Nasce quindi “When the Wind Forgets Your Name”, una miscela complessa ma coesa delle diverse idee musicali degli artisti. Insieme ai testi poetici dei Built to Spill, la sperimentazione e l’attenzione ai dettagli producono un album pieno di suoni unici, vividi e senza tempo.Almeida e Casaes sono tornati a suonare con gli Oruã, mentre intanto Martsch coinvolgeva Teresa Esguerra dei Prism Bitch alla batteria e Melanie Radford dei Blood Lemon al basso. I Built to Spill e gli Oruã sono attualmente in tour e hanno in programma una serie di concerti insieme.

Prevendite

29.05. – SWANS + Norman Westberg @Teatro Duse Bologna

Dopo 6 anni di assenza dai palchi di tutto il mondo, è tempo che la leggenda rivolga il volto alla luce. Per Express siamo orgogliosi di annunciare il gran ritorno degli Swans! Uno dei gruppi più storicamente impressionanti del panorama rock, gli Swans di Michael Gira sono noti per una spinta evolutiva sbalorditiva, che li porta da un sound a tratti duro e noise-rock ad atmosfere post-punk, industrial o oltre l’etereo. Alla genialità di Gira si affianca una libertà creativa sottolineata saggiamente dall’etichetta Young God Records, di proprietà di Gira, e dal gusto, dalle capacità e dalle personalità dei musicisti che lo sostengono come un cast rotante e di grande selezione. Ulteriore punto di forza? Delle performance esplosive in grado di lasciar chiunque a bocca aperta.Gli Swans torneranno a trovarci per un’unica data italiana questo maggio, nella splendida cornice del Teatro Duse di Bologna. Non perdeteveli per nulla al mondo.

Prevendite

02.06. – KOKOROKO + Fusai Fusa @Arena Puccini

Nell’ambito della scena musicale londinese, i “Kokoroko” hanno sparigliato le carte del jazz contemporaneo. Gli otto musicisti, tra le grandi rivelazioni del 2019, rendono omaggio alla musica dei loro antenati proponendo un sound ibrido con una miscela di soul e afrobeat, tra orgoglio africano ed energia del jazz britannico.

Il 5 agosto 2022 i Kokoroko, fenomenale band londinese di 8 elementi, hanno pubblicato il loro atteso album di debutto Could We Be More tramite la Brownswood Recordings di Gilles Peterson.Could We Be More è un album espansivo e ambizioso che parla della forza dei Kokoroko. Ogni canzone possiede l’energia che è alla base del cuore pulsante dell’identità della band – muovendosi abilmente tra afrobeat, highlife, soul e funk nelle 15 tracce dell’album e ispirandosi a una pletora di altre influenze, dall’Africa occidentale a Londra e ai Caraibi – Could We Be More regala all’ascoltatore sentimenti di ritorno a casa e di gioia.La title track “We Give Thanks” riassume tutto alla perfezione: un brano che racchiude la sensazione di suonare dal vivo e di voler restituire quell’energia al pubblico, mentre War Dance è allo stesso tempo sognante e orchestrale e sottilmente aggressiva. La gioiosa “Good Times” strizza l’occhio al suono dell’epoca d’oro delle radio pirata londinesi ed è un inno al sentimento della nostalgia, mentre “Soul Searching” offre un groove introspettivo e onirico. ‘Could We Be More’ è un album che vive dell’eredità condivisa dei Kokoroko e allo stesso tempo della vivacità della Londra del 2022.I Kokoroko rappresentano tutto ciò che di beatamente dolce c’è nella scena musicale londinese: un’eco del passato che ha assunto nuove forme improvvisate pur mantenendo un suono del tutto originale. La band è un esempio vibrante della forma delle cose a venire per la musica britannica: dopo aver pubblicato solo 7 brani (1x EP e 3x singoli) nella loro breve carriera, hanno rapidamente sviluppato un enorme seguito di culto con oltre 60 milioni di stream Spotify a loro nome e un disco classico già all’attivo, l’intimo e virale “Abusey Junction” del 2018.Con l’uscita del loro album di debutto, altrettanto coinvolgente, il ritorno dei Kokoroko è particolarmente toccante. Il collettivo è già vincitore del premio “Best Group” agli Urban Music Awards 2020 e ai Parliamentary Jazz Awards 2021, è stato lodato nella lista NPR Austin 100, è stato incoronato One To Watch dal Guardian, ha suonato in tutto il mondo a Glastonbury, Meltdown Festival, Elbjazz, Jazz a la Villette, We Out Here, SIM São Paulo e BBC6 Music Festival (solo per citarne alcuni), si è esibito in una rauca sessione per Boiler room e ha fatto il suo debutto ai BBC Proms alla Royal Albert Hall; Il tutto a fronte del loro disco d’esordio, che è progressivo e musicalmente versatile come ci si aspetterebbe dalle otto diverse personalità che compongono i Kokoroko.Con il supporto di BBC Radio 1, BBC 6Music, Jazz FM, CLASH, Crack, The Observer, Evening Standard, Mixmag, Trench, gal-dem, Loud & Quiet, Rolling Stone, NATAAL e molti altri, ciò che i Kokoroko hanno raggiunto negli ultimi quattro anni è a dir poco straordinario.

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05.06. – Molchat Doma @Arena Puccini | Diretto Live Festival x Express

I MOLCHAT DOMA nascono nel 2017 a Minsk, in Biellorussia, la loro composizione è nell’incrocio che vede convergere, tre strade, quella del post-punk, quella della new wave e quella del synth pop. Il sound è scuro dai ritmi ballabili, con una forte dose di gotic ethos, i loro maestri sono chiari ascoltandoli, ma i MOLCHAT DOMA creano un suono significativo e caratterizzante. La band è composta da Egor Shkutko, il cantante che scandisce i testi russi con la sua voce profonda e lineare, Roman Komogortsev alla chitarra, synth e drum machine, e Pavel Kozlov basso e sintitezzatori. Il loro secondo LP, Этажи (pronunciato Etazhi) è stato pubblicato nel 2018. Ha esaurito più di 10000 copie, vista l’eccezionale richiesta è attualmente in fase di ristampa. La canzone “Sudno” è costantemente nella top viral globale su Spotify da aprile 2020. Nonostante abbiano suonato nei club più affollati, che sia a Londra, Varsavia, Helsinki, Belgrado o Berlino, i MOLCHAT DOMA stanno ancora volando sotto il radar nella loro nativa Bielorussia.

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